Una di quelle trasferte che non vorresti mai raccontare.
Per noi il campionato è finito. Finalmente, dopo diversi anni , il nostro Vicenza ha pensato bene di risparmiarci 3 settimane di patimenti. Circostanza alla quale non eravamo più abituati da secoli. L’ 11 maggio il Vicenza consegue la salvezza matematica. La penultima trasferta avviene in quel di Treviso, dove il gol di Stefano Botta ci garantisce la permanenza nella cadetteria e nello stesso tempo condanna matematicamente i padroni di casa alla retrocessione in lega Pro. Molti di noi ad un certo punto, nutrivano aspettative diverse, ma ora era troppo tardi e intanto proviamo a goderci questo traguardo. Basta : il prossimo anno si vedrà, ora apprestiamoci ad affrontare l’ultima trasferta senza patemi. L’ultima!!!

Il Vicenza il 23 maggio si reca a Parma. Una di quelle partite che se per un verso , le vivi come una gita fuori-porta , dall’altra potrebbe essere benissimo eliminata dal calendario. Unica certezza e tranquillità: partita esente da ogni pensiero di “biscotto”. I Ducali infatti hanno raggiunto la matematica promozione nella massima serie, il sabato precedente a Cittadella. Questo sarà uno dei fattori che più di altri non riesce a darmi pace. Clima di festa in entrambe le curve. D’accordo, questo non cancella di colpo la rivalità fra le due tifoserie, dove noi, per via del nostro gemellaggio con i Reggiani, ci rende altamente indigesti agli occhi dei Parmensi. Ma questa è storia vecchia.

La partita inizia subito evidenziando la svogliatezza del Vicenza. I giocatori passeggiano in campo e sembrano avere ai piedi le “infradito” anzichè i classici scarpini da calcio. A mio modo di vedere, solo 2 giocatori sembrano mettere un minimo di impegno in campo: Forestieri e Frison. Si fa davvero fatica chiamarla partita di calcio, tanto che dopo soli 45 minuti, siamo sotto di tre gol… e ci è pure andata bene. Forse solo in curva si sopporta male il parziale, perchè nonostante tutte le attenuanti del caso… salvezza raggiunta.. .etc, i fattori “dignità & orgoglio”, rimangono per noi tifosi due valori dai quali non ci si deve mai sottrarre.

Inizia il secondo tempo, esattamente come era iniziato il primo : con le belle statuine a passeggio..
Al terzo minuto, secondo me, succede qualcosa che sarà destinato ad essere decisivo per l’intera vicenda. Ci ho pensato e ripensato e ci tengo a sottolineare che è una personale teoria , ma che mi tortura senza tregua fin da quel pomeriggio maledetto. Succede che Paloschi, attaccante del Parma, trova una autostrada nella parte destra della difesa biancorossa, e ci si ficca con ampie falcate senza trovare nessun ostacolo. Appena prima di trovarsi davanti l’incolpevole Frison , lascia partire un tiro che il nostro portierino prova ad intercettare. Il nostro ultimo baluardo, fa quel che può e riesce a smanacciare come può quella ennesima insidia. Quel pallone respinto in emergenza, inizia a ballonzolare verso la porta icustodita. Se prendiamo questa scena al rallentatore, quella palla sembra non entrare mai e tutti noi seguivamo quella traiettoria nella speranza che quel pallone si spegnesse a lato, risparmiandoci un risultato ancora più pesante. Invece no, sebbene l’opposizione di Frison sia stata importante, quella palla si va ad infilare, dopo infiniti rimbalzi, nell’angolo alla sua sinistra.

A questo punto, le reazioni possibili, sono solo 2 : a) l’indifferenza dei tifosi ospiti che..tanto...3 o 4 reti subite, non cambia la sostanza delle cose.. b) : la reazione dei tifosi di casa che alla quarta umiliazione inflitta, cresce in loro il desiderio di sberleffo nei confronti degli avversari.. Forse l’intervallo, aveva un po’ sopito questo aspetto e forse, sebbene di parole, fra tifoserie, se ne dicono sempre tante, ma..un conto è la reazione su un punteggio già di per se pesante, un conto è quando si realizza uno “score” che ti autorizza a infierire sui rivali. Puntualmente, come ci si poteva aspettare, nei distinti, il settore più vicino allo spicchio in cui erano assiepati i tifosi del Vicenza, alcuni iniziano a indirizzare i soliti cori di sberleffo. Iniziano gli insulti e frasi sarcastiche alle quali siamo tutti ben abituati ad udire.  Tutti siamo convinti che fa parte del gioco.

Forse Eugenio, con i suoi 19 anni e a seguito del Vicenza da non molto tempo, non ha avuto modo di imparare a metabolizzare. Forse quelle provocazioni, gli sono parse insopportabili, fatto sta che tutti sappiamo che sono state la causa principale della sua reazione e della atroce disgrazia che ne è conseguita.  Resta il fatto che quando vedo..come in un film le fasi che ho appena cercato di descrivere, io non riesco proprio a darmi pace. No !!, non è possibile morire così. Non si può accettare un episodio del genere.  Solitamente, quando ne parli, viene fuori l’immancabile parola “destino”. Io mi rifiuto di pensare che al destino, debba essere abbinata una crudeltà del genere.

Continuo a pensare ed a essere convinto che se a quel maledetto terzo minuto del secondo tempo di quella maledetta partita, il risultato fosse rimasto sul 3 - 0, Eugenio Bortolon da Isola Vicentina, sarebbe ancora vivo. Vorrei che qualcuno provasse a convincermi del contrario. Vorrei trovare chi si dissoci fermamente da questa mia convinzione. Vorrei poter rivolgere il mio pensiero al fatto che non può essere mai una partita di calcio a privarti di una vita ancora tutta da bere.

A questo punto però ci tengo particolarmente a chiarire, che in nessun modo vorrei che si pensasse ad allusioni riguardo a responsabilità di qualcuno dei protagonisti in campo. Per l’amor del cielo.  Ma ci mancherebbe. Semmai sono stati solo attori inconsapevoli di uno scenario ,… in cui si girava una scena terribile di un film… che non avremmo mai voluto vedere.

Piena commozione ai funerali svoltosi ad Isola Vicentina, sabato mattina , prima dell’ultimo inutile incontro di campionato. Bisogna registrare il fatto che il mondo ultrà ha dimostrato grande maturità solidarietà e sincero rincrescimento. Messa da parte la rivalità, sono giunti messaggi da tutte le tifoserie..anche le più nemiche, dal Piemonte alla Sicilia. Partecipazioni commosse ai funerali da diversi gruppi di supporters, uniti a noi nel dolore.. Per una volta, tutti uniti sotto un unico striscione :

CIAO EUGENIO


Paolorossi 47