Approfitto anch’io per complimentarmi col webmaster per il sito, la foto qua sopra mi stringe il cuore nel ricordo di quel che fu la squadra e la tifoseria vicentina, in particolare la leggendaria curva sud.
Sul discorso indebitamento, in effetti potresti anche avere ragione Stefano, però in quel caso, come dice nick, dobbiamo prepararci al peggio. Tuttavia mi suona strano che Cassingena si sia fatto infinocchiare così clamorosamente dalla misteriosa cordata di imprenditori suoi “alleati”, più facile che qualcuno abbia cambiato il mazzo di carte in tavola a partita iniziata. Comunque sono tutte congetture, la verità salterà fuori tra qualche anno a partita conclusa e sperando che Cassingena tiri fuori il fatidico asso nella manica. 🙄
io mi sono fatto un’idea da tempo… questi hanno “comprato” il Lane, chiedendo un robusto finanziamento a chi poteva sganciare subito millllllioni di euri, nella convinzione che molti soci o imprenditori li avrebbero seguiti o appoggiati.
poi per un motivo o per l’altro, nessuno li ha aiutati o supportati, e si sono trovati da soli.
da qui la necessità di far debiti e, forse, di “impegnare” isola per avere liquidità e tirar vanti.
ma siccome le banche non sono enti benefici, ora sono alla canna del gas per pagare le rate di tutti sti debiti o finanziamenti.
L’ho pensata anch’io questa, per me Cassingena ha preso il Vicenza ed era convinto (o addirittura era già d’accordo) che qualche imprenditore lo affiancasse, poi questi si sono tirati indietro, s’è ritrovato da solo ed il risultato è sotto gli occhi di tutti.
Certo che se avesse fatto una roba del genere, è stato una azione da autentico sprovveduto, comprare una società di calcio non è un giochetto e devi pianificare tutto prima, è inutile comprare e poi chiedere l’elemosina agli altri…
Può essere Nobel, però c’era anche la famosa penale da pagare ai perfidi inglesi se avessero ceduto la maggioranza entro i primi 5 anni di gestione, quindi a meno che gli fosse capitato il primo pollo da spennare avrebbero faticato a guadagnarci sopra.
Per me questi avevano una sorta di accordo con qualche imprenditore, Cassingena sarebbe rimasto con il 51% e il restante 49% (o quote simili) ad altri nuovi soci che con l’andare del tempo avrebbero acquisito la maggioranza, poi questi ultimi si son tirati indietro ed il casolin nostro è rimasto con il cerino in mano.
Credo che questa ipotesi non sia tanto lontana dalla realtà…
Beh dai, almeno abbiamo poca strada da fare per andare in trasferta…
Ma sti casolini, oltre a regalarci 7 anni da incubo senza alcun risultato e all’insegna delle umiliazioni, non hanno almeno un minimo di dignità e decidono finalmente di farsi da parte? O vogliono lucrare fino all’ultimo secondo?
Comunque il fatto che il nano egiziano abbia ammesso per la prima volta cose che hanno cercato di tener nascosto in tutti i modi (debiti e centro di Isola), vuol dire che siamo in una situazione economica disperata e quindi dispiace dirlo, ma prepariamoci al peggio. Ringraziando ancora una volta chi ci ha liberato dagli inglesi…
Io preferirei un sito di merda e una squadra all’altezza. E invece è tutto il contrario.
No alle ripartenze dalla D.
Diventerei vecchio prima di tornare almeno in cadetteria.
Cassi dalla via. La società….
Un grazie a Ste per il lavoro che fa,bellissimo il vincere iniziale,col tempo magari bisogna aggiungere un pò di rosso su tutto questo bianco rosso vicenza però 😆
Siete troppo buoni e posso fare sicuramente di meglio, questo è un pó raffazzonato. Spero di avere presto l’occasione di rendere Forzalane un pó più decente.
NON SONO PIU’ NIPOTEDI TROIAIO,MA SONO TORNATO CHIAPPAGRILLI!!! TUTTI A FROSINONE CON IL TORPEDONE DOPO AVER SDRAIATO IL CROTONE,VOGLIO ANCHE SERGIO.OTELLO VATTENE,TROIAIO MONA
del resto nemmeno una settimana fa dalle pagine de “La settimana di Vicenza” un certo Danilo Preto diceva :
AVANTI CON IL “PIANO B”. In attesa di acquirenti (nuovi o vecchi) il club di via Schio proseguirà con quello che è suo tempo fu definito il “piano B”, del quale lo stesso presidente Preto sottolinea «che la lettera “B” non deve tuttavia far pensare a una strategia di secondo piano». «Non siamo preoccupati per il futuro – assicura Preto – in quanto il piano attuale consente alla società di continuare a vivere senza problemi.
Direi che la coerenza regna sovrana in casa Vicenza Calcio. Stabilito ciò, mi piacerebbe sapere come può, una società che ha un patrimonio di calciatori come la nostra, ritrovarsi a sostenere di avere un futuro incerto. Ricordo che Frison è obbiettivo di diverse società di A e a giugno rientra da Frosinone, le comproprietà di Misuraca (Under 21), Rossi, Rigoni, Di Matteo, Brivio in A, Gorobsov in A, senza contare Salifu e Bianconi. Si insomma ce n’è da monetizzare, male che vada si vende tutto e si punta su giovani promettenti, permettendoci quindi di sopravvivere nella mediocrità della B che è quello che s’è fatto negli ultimi 10 anni.
Secondo me non è il Vicenza ad essere in crisi, piuttosto è il gruppo Sisa e magari vendendo i gioiellini del calcio vogliono raddrizzare dall’altra parte, mettendo fin d’ora le mani avanti e puntando su una ipotetica crisi economica che affliggerà (in futuro) il Vicenza. Robe da mago Casanova, o più semplicemente, Enic insegna.
Andiamo bene, le parole di Cassingena sono a dir poco allarmanti, quando fino a qualche mese fa sembrava che dovessimo vivere sogni tranquilli. Io penso che gli acquirenti del Vicenza non siano tutti dei fanfaroni, secondo me i libri contabili li hanno visti eccome ed hanno tratto le conclusioni che sono sotto gli occhi di tutti.
Credo che si stia aspettando la capitolazione per poi acquisire il titolo sportivo e ripartire, ci sono fin troppi esempi in giro.
Guarda, tempo fa ho parlato con persone vicine ad uno dei possibili acquirenti del Vicenza e quando gli ho chiesto il motivo per cui non ha concluso niente, la risposta è stata: “Troppi debiti e molte cose oscure, inoltre è un’operazione onerosissima dal punto di vista economico a causa di alcuni vincoli quasi insormontabili”.
Quindi, caro Cassingena, poche pretese e vattene una volta per tutte, di te e dei tuoi sodali non ne possiamo più!!!!
Non è arrivato nessuno a versare la caparra a titolo di conferma dell’impegno d’acquisto
«L’imprenditoria del territorio finora è rimasta muta»
e-mail print Giovedì 28 Aprile 2011 SPORT, pagina 50
Dott. Sergio Cassingena, al di là dei risultati sul campo c’è anche la situazione societaria: sul fronte vendita tutto tace, c’è da preoccuparsi se alla fine non entrerà nessuno?
«È giusto preoccuparsi, ma il presidente Preto continua a cercare con impegno qualcuno disposto ad entrare anche se è inutile nascondersi che l’imprenditoria del territorio è rimasta muta, silenzio assoluto».
E allora?
«L’augurio è che qualora la squadra riesca a raggiungere una posizione di classifica di tutto rispetto gli attuali soci trovino la forza e la volontà di continuare nonostante le enormi difficoltà».
Questo sembra un vero e proprio appello ai soci Sisa.
«In effetti lo è perchè posso capire il loro dispiacere nel non veder raccolto l’appello da nessun imprenditore del territorio, così come ci sta la loro delusione per non avere nessun riconoscimento nonostante il grande sforzo compiuto».
Mettiamo che alla fine non entri nessuno e che i soci Sisa non vogliano continuare, che succederà?
«Si troverà la forza per andare avanti, ma con quali prospettive oggi davvero non posso dirlo, ripeto, molto importante sarà il risultato del campo per il futuro della società».
Comunque in questi mesi qualche trattativa c’è stata, perchè alla fine non è mai andato in porto niente?
«Semplice, perchè dal giugno scorso, quando cioè io diedi le dimissioni, nessuno è arrivato concretamente a versare la caparra a conferma dell’impegno d’acquisto. A questo punto mi dispiace affermare che, forse, quanti si sono avvicinati hanno voluto in un modo o nell’altro godere della visibilità che porta il solo dire di essere interessati al Vicenza Calcio, comunque alla fine queste persone hanno raccolto il nulla».
Non è che invece la cifra per l’acquisto della società è esorbitante? Se il 70 per cento, come da voi dichiarato, costa 3,5 milioni di euro, a questi poi si devono aggiungere i debiti maturati e il centro tecnico di Isola.
«Intanto la situazione economica della società è tale da poter essere acquisita in qualunque momento, nel senso che chi viene e vede i nostri libri contabili si rende conto che è tutto a posto, poi il prezzo d’acquisto finale non è mai stato definito: per esempio, non si è mai stabilito se ad un tot valore delle quote va computata la detrazione dei debiti o di parte di essi».
Comunque la vera palla al piede pare essere il centro tecnico di Isola perchè chi acquista si trova obbligato ad allenarsi lì con un affitto altissimo, e non solo: si troverebbe sulle spalle anche tutte le spese fin qui sostenute e si parla di milioni di euro.
«Non è vero perchè l’affitto futuro dei campi verrà stabilito tra l’eventuale acquirente e il proprietario degli stessi e non è detto che debba essere uguale a quello attuale, potrebbe essere inferiore».
Resterebbero comunque i debiti pregressi.
«No, perchè il debito esistente tra il Vicenza Calcio e il proprietario è cosa che non riguarda la cessione».
Lei continua a dire il proprietario dei campi di Isola, ma chi sarebbe?
«Sono società private che non vogliono apparire».A. M.
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Però sono tornate le faccine. 😀
Buongiorno di figa altalenante a tutti.
Oggi mi funzionano 1/3 dei siti… 👿
aruba è andato a ruba.
anzi, in fiamme
Approfitto anch’io per complimentarmi col webmaster per il sito, la foto qua sopra mi stringe il cuore nel ricordo di quel che fu la squadra e la tifoseria vicentina, in particolare la leggendaria curva sud.
Sul discorso indebitamento, in effetti potresti anche avere ragione Stefano, però in quel caso, come dice nick, dobbiamo prepararci al peggio. Tuttavia mi suona strano che Cassingena si sia fatto infinocchiare così clamorosamente dalla misteriosa cordata di imprenditori suoi “alleati”, più facile che qualcuno abbia cambiato il mazzo di carte in tavola a partita iniziata. Comunque sono tutte congetture, la verità salterà fuori tra qualche anno a partita conclusa e sperando che Cassingena tiri fuori il fatidico asso nella manica. 🙄
Buongiorno di figa indebitata a tutti.
8)
io mi sono fatto un’idea da tempo… questi hanno “comprato” il Lane, chiedendo un robusto finanziamento a chi poteva sganciare subito millllllioni di euri, nella convinzione che molti soci o imprenditori li avrebbero seguiti o appoggiati.
poi per un motivo o per l’altro, nessuno li ha aiutati o supportati, e si sono trovati da soli.
da qui la necessità di far debiti e, forse, di “impegnare” isola per avere liquidità e tirar vanti.
ma siccome le banche non sono enti benefici, ora sono alla canna del gas per pagare le rate di tutti sti debiti o finanziamenti.
sbaglio?
Buongiorno di figa a tutti.
L’ho pensata anch’io questa, per me Cassingena ha preso il Vicenza ed era convinto (o addirittura era già d’accordo) che qualche imprenditore lo affiancasse, poi questi si sono tirati indietro, s’è ritrovato da solo ed il risultato è sotto gli occhi di tutti.
Certo che se avesse fatto una roba del genere, è stato una azione da autentico sprovveduto, comprare una società di calcio non è un giochetto e devi pianificare tutto prima, è inutile comprare e poi chiedere l’elemosina agli altri…
O forse l’ha pigliata per poi rivenderla e ricavarci qualcosina; non è il primo e non sarà l’ultimo ad agire così.
Può essere Nobel, però c’era anche la famosa penale da pagare ai perfidi inglesi se avessero ceduto la maggioranza entro i primi 5 anni di gestione, quindi a meno che gli fosse capitato il primo pollo da spennare avrebbero faticato a guadagnarci sopra.
Per me questi avevano una sorta di accordo con qualche imprenditore, Cassingena sarebbe rimasto con il 51% e il restante 49% (o quote simili) ad altri nuovi soci che con l’andare del tempo avrebbero acquisito la maggioranza, poi questi ultimi si son tirati indietro ed il casolin nostro è rimasto con il cerino in mano.
Credo che questa ipotesi non sia tanto lontana dalla realtà…
però avresti il derby col sarego… Neanca col lonigo, col sarego!!! Mamma mamma..
Beh dai, almeno abbiamo poca strada da fare per andare in trasferta…
Ma sti casolini, oltre a regalarci 7 anni da incubo senza alcun risultato e all’insegna delle umiliazioni, non hanno almeno un minimo di dignità e decidono finalmente di farsi da parte? O vogliono lucrare fino all’ultimo secondo?
Comunque il fatto che il nano egiziano abbia ammesso per la prima volta cose che hanno cercato di tener nascosto in tutti i modi (debiti e centro di Isola), vuol dire che siamo in una situazione economica disperata e quindi dispiace dirlo, ma prepariamoci al peggio. Ringraziando ancora una volta chi ci ha liberato dagli inglesi…
Io preferirei un sito di merda e una squadra all’altezza. E invece è tutto il contrario.
No alle ripartenze dalla D.
Diventerei vecchio prima di tornare almeno in cadetteria.
Cassi dalla via. La società….
dipende cosa intendi, Korsi. una squadra all’altezza di cosa? del sito?

in tal caso dovremmo essere già in serie A… 🙂
Un grazie a Ste per il lavoro che fa,bellissimo il vincere iniziale,col tempo magari bisogna aggiungere un pò di rosso su tutto questo bianco
rosso vicenza però 😆
Siete troppo buoni e posso fare sicuramente di meglio, questo è un pó raffazzonato. Spero di avere presto l’occasione di rendere Forzalane un pó più decente.
ciao a tutti e …………FORZA LANEEEEEEEEEEEEEEEE
NON SONO PIU’ NIPOTEDI TROIAIO,MA SONO TORNATO CHIAPPAGRILLI!!! TUTTI A FROSINONE CON IL TORPEDONE DOPO AVER SDRAIATO IL CROTONE,VOGLIO ANCHE SERGIO.OTELLO VATTENE,TROIAIO MONA
Che bisogno c’è di urlare?
Io sostengo sempre che trovare qualcuno disposto a investire in un club di seconda-terza fascia di questi tempi sia un miracolo.
Ma chi glielo fa fare? Sono sei mesi che discutono della spartizione dei proventi televisivi, e ancora non hanno cavato un ragno dal buco.
del resto nemmeno una settimana fa dalle pagine de “La settimana di Vicenza” un certo Danilo Preto diceva :
AVANTI CON IL “PIANO B”. In attesa di acquirenti (nuovi o vecchi) il club di via Schio proseguirà con quello che è suo tempo fu definito il “piano B”, del quale lo stesso presidente Preto sottolinea «che la lettera “B” non deve tuttavia far pensare a una strategia di secondo piano». «Non siamo preoccupati per il futuro – assicura Preto – in quanto il piano attuale consente alla società di continuare a vivere senza problemi.
Direi che la coerenza regna sovrana in casa Vicenza Calcio. Stabilito ciò, mi piacerebbe sapere come può, una società che ha un patrimonio di calciatori come la nostra, ritrovarsi a sostenere di avere un futuro incerto. Ricordo che Frison è obbiettivo di diverse società di A e a giugno rientra da Frosinone, le comproprietà di Misuraca (Under 21), Rossi, Rigoni, Di Matteo, Brivio in A, Gorobsov in A, senza contare Salifu e Bianconi. Si insomma ce n’è da monetizzare, male che vada si vende tutto e si punta su giovani promettenti, permettendoci quindi di sopravvivere nella mediocrità della B che è quello che s’è fatto negli ultimi 10 anni.
Secondo me non è il Vicenza ad essere in crisi, piuttosto è il gruppo Sisa e magari vendendo i gioiellini del calcio vogliono raddrizzare dall’altra parte, mettendo fin d’ora le mani avanti e puntando su una ipotetica crisi economica che affliggerà (in futuro) il Vicenza. Robe da mago Casanova, o più semplicemente, Enic insegna.
bea roba…
Andiamo bene, le parole di Cassingena sono a dir poco allarmanti, quando fino a qualche mese fa sembrava che dovessimo vivere sogni tranquilli. Io penso che gli acquirenti del Vicenza non siano tutti dei fanfaroni, secondo me i libri contabili li hanno visti eccome ed hanno tratto le conclusioni che sono sotto gli occhi di tutti.
Credo che si stia aspettando la capitolazione per poi acquisire il titolo sportivo e ripartire, ci sono fin troppi esempi in giro.
Guarda, tempo fa ho parlato con persone vicine ad uno dei possibili acquirenti del Vicenza e quando gli ho chiesto il motivo per cui non ha concluso niente, la risposta è stata: “Troppi debiti e molte cose oscure, inoltre è un’operazione onerosissima dal punto di vista economico a causa di alcuni vincoli quasi insormontabili”.
Quindi, caro Cassingena, poche pretese e vattene una volta per tutte, di te e dei tuoi sodali non ne possiamo più!!!!
Non è arrivato nessuno a versare la caparra a titolo di conferma dell’impegno d’acquisto
«L’imprenditoria del territorio finora è rimasta muta»
e-mail print Giovedì 28 Aprile 2011 SPORT, pagina 50
Dott. Sergio Cassingena, al di là dei risultati sul campo c’è anche la situazione societaria: sul fronte vendita tutto tace, c’è da preoccuparsi se alla fine non entrerà nessuno?
«È giusto preoccuparsi, ma il presidente Preto continua a cercare con impegno qualcuno disposto ad entrare anche se è inutile nascondersi che l’imprenditoria del territorio è rimasta muta, silenzio assoluto».
E allora?
«L’augurio è che qualora la squadra riesca a raggiungere una posizione di classifica di tutto rispetto gli attuali soci trovino la forza e la volontà di continuare nonostante le enormi difficoltà».
Questo sembra un vero e proprio appello ai soci Sisa.
«In effetti lo è perchè posso capire il loro dispiacere nel non veder raccolto l’appello da nessun imprenditore del territorio, così come ci sta la loro delusione per non avere nessun riconoscimento nonostante il grande sforzo compiuto».
Mettiamo che alla fine non entri nessuno e che i soci Sisa non vogliano continuare, che succederà?
«Si troverà la forza per andare avanti, ma con quali prospettive oggi davvero non posso dirlo, ripeto, molto importante sarà il risultato del campo per il futuro della società».
Comunque in questi mesi qualche trattativa c’è stata, perchè alla fine non è mai andato in porto niente?
«Semplice, perchè dal giugno scorso, quando cioè io diedi le dimissioni, nessuno è arrivato concretamente a versare la caparra a conferma dell’impegno d’acquisto. A questo punto mi dispiace affermare che, forse, quanti si sono avvicinati hanno voluto in un modo o nell’altro godere della visibilità che porta il solo dire di essere interessati al Vicenza Calcio, comunque alla fine queste persone hanno raccolto il nulla».
Non è che invece la cifra per l’acquisto della società è esorbitante? Se il 70 per cento, come da voi dichiarato, costa 3,5 milioni di euro, a questi poi si devono aggiungere i debiti maturati e il centro tecnico di Isola.
«Intanto la situazione economica della società è tale da poter essere acquisita in qualunque momento, nel senso che chi viene e vede i nostri libri contabili si rende conto che è tutto a posto, poi il prezzo d’acquisto finale non è mai stato definito: per esempio, non si è mai stabilito se ad un tot valore delle quote va computata la detrazione dei debiti o di parte di essi».
Comunque la vera palla al piede pare essere il centro tecnico di Isola perchè chi acquista si trova obbligato ad allenarsi lì con un affitto altissimo, e non solo: si troverebbe sulle spalle anche tutte le spese fin qui sostenute e si parla di milioni di euro.
«Non è vero perchè l’affitto futuro dei campi verrà stabilito tra l’eventuale acquirente e il proprietario degli stessi e non è detto che debba essere uguale a quello attuale, potrebbe essere inferiore».
Resterebbero comunque i debiti pregressi.
«No, perchè il debito esistente tra il Vicenza Calcio e il proprietario è cosa che non riguarda la cessione».
Lei continua a dire il proprietario dei campi di Isola, ma chi sarebbe?
«Sono società private che non vogliono apparire».A. M.